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Il presente documento si propone di avviare una discussione aperta che porti alla definizione dei principi di base del movimento che si sta aggregando intorno alla community di “non-voto”, che ha deciso di revocare la fiducia alla classe politica che ha governato l’Italia negli ultimi 15 anni. Questo periodo, che dai politici è stato definito come “seconda repubblica”, per chi scrive è stato ben lungi dal rivoluzionare i principi che hanno caratterizzato la politica italiana nei 40 anni precedenti. Corruzione, malgoverno, clientelismo, sprechi, hanno infatti continuato ad inquinare l’Italia e ad impedirne la crescita, che infatti è andata progressivamente rallentando fino a giungere alla paralisi riscontrata dal Fondo Monetario Internazionale. Dunque, piuttosto che una “seconda repubblica”, negli ultimi 15 anni in Italia si è avuta una “prima repubblica bis”.

L’obiettivo principale del nascente movimento è invece di chiamare all’azione il popolo italiano per invitarlo ad interessarsi della gestione del paese e delle sue risorse, fondando “l’Italia 2.0”. Un’Italia innovativa e flessibile che punta a far rinascere negli italiani l’amore per il proprio paese e dare voce a tutti coloro che non si riconoscono in una classe politica che ha causato quel declino socio-culturale ed economico che è ormai universalmente riconosciuto.

L’assunto di base del movimento che si sta aggregando intorno a questa community consiste nella convinzione che la classe politica che ci ha governato negli ultimi 15 anni ha avuto tutto il tempo per dimostrarsi degna della nostra fiducia ma ha tradito questa fiducia e portato il paese allo sfascio. E' ora che con discrezione, e possibilmente chiedendo scusa per l'enorme quantità di soldi dei contribuenti che hanno bruciato senza ottenere nessun risultato (abbiamo perso posizioni in tutte le graduatorie internazionali), ammettano il loro fallimento e si ritirino in silenzio (possibilmente vergognandosi, se gli resta un minimo di dignità).

Naturalmente il rispetto per chi la pensa diversamente è totale e fuori discussione. Qui diciamo solo che a chi intende continuare a dare il proprio sostegno alla classe politica attuale non mancheranno altri spazi dove trovarsi a proprio agio con persone che condividono il loro pensiero perciò, per favore, come noi non andiamo nei siti dei partiti a manifestare il nostro disgusto, allo stesso modo vorremmo che fossero rispettate le nostre convinzioni e che non ci si parli delle attuali coalizioni.

Il movimento che sta nascendo intorno a questa community, infatti, vuole dare voce proprio a chi non si sente rappresentato da questi politici e pur essendo aperto a tutte le proposte e i contributi, a chi si avvicina chiediamo, oltre a non essere ovviamente aggressivi o volgari, di non proporre il sostegno a questa classe politica. Per il resto apertura totale.

Quanto sopra si applica anche alla fase attuale che potremmo definire “di costituzione” e quindi, una volta considerate i pochi punti pregiudiziali indicati, c’è massima apertura a qualunque contributo, suggerimento, commento o critica.

In quest’ottica i punti che seguono vogliono rappresentare una semplice base per avviare la discussione. Una prima organizzazione dello scenario vede due macro categorie di attività: a) la prima riguarda il funzionamento del movimento, i suoi principi, gli strumenti di collaborazione e la sua strutturazione interna – in altre parole “come” si intende operare; b) la seconda concerne le aree di interesse in cui si intende svolgere le attività di analisi e proporre le riforme – in altre parole “cosa” si intende fare.

Per quanto riguarda la prima macro categoria, i punti suggeriti per avviare la discussione sono i seguenti:

1. La regola aurea è la semplicità. Se vogliamo che questo movimento cresca dobbiamo fare in modo che il maggior numero di persone possibile si trovi a suo agio, quindi:
1a. il suo nome deve essere intuitivo, slegato dal passato e da formazioni politiche e religiose esistenti, facile da ricordare, evocativo (es. “italiaduepuntozero” o “M.A.D.E. IN ITALY”: Movimento Autonomo Democrazia Evoluta).
1b. gli strumenti di collaborazione utilizzati devono essere facili da reperire, facili da usare e gratuiti
1c. i punti di base (chi siamo e quali sono i nostri obiettivi) devono essere chiari ed espressi in linguaggio semplice e diretto
1d. le prime proposte programmatiche devono essere concrete e vicine ai problemi della gente

2. Il secondo punto è la partecipazione. Chiunque deve sentirsi libero di decidere se, quando e quanto partecipare alle attività, e i livelli di coinvolgimento sembrano essere sostanzialmente 4:
2a. chi partecipa attivamente alle attività dei gruppi di lavoro del centro di ricerca
2b. chi non partecipa alle ricerche ma propone nuove soluzioni da mettere ai voti
2c. chi non partecipa alle ricerche, non propone nuove soluzioni, ma è interessato a valutare e votare
2d. chi vuole solo partecipare ai forum senza partecipare alle altre attività.

Ovviamente chiunque può cambiare livello di partecipazione in qualunque momento, ma secondo me sarebbe utile cercare di avere sempre un quadro aggiornato della situazione.

Per quanto riguarda la seconda macro categoria, le proposte di intervento finora avanzate sono:

1. L’attuale classe politica ha dimostrato di non meritare la fiducia accordatagli dal Popolo Italiano, perciò si propone un modello di democrazia partecipata in cui i cittadini sono chiamati a esprimersi sulle decisioni che influiranno sul loro futuro utilizzando la rete. Successivamente chiunque potrà presentare un’idea di legge, e se raggiungerà un numero sufficiente di sostenitori si trasformerà in una proposta da mettere ai voti.

2. Ridurre progressivamente l’imballaggio dei prodotti che verranno venduti sfusi con un riutilizzo dei contenitori da parte dei consumatori. In questo modo si otterrebbe il duplice vantaggio di ridurre sia i prezzi che l’inquinamento. Tutto questo in aggiunta alle strategie già universalmente riconosciute, come la raccolta differenziata, purtroppo ancora scandalosamente indietro.

3. Utilizzare borghi antichi rinnovati, dotandoli di strumenti tecnologici avanzati, per creare un ambiente dinamico in grado di attrarre giovani talenti, italiani e non, in modo da costruire delle community di giovani brillanti con competenze in vari settori che, grazie ai ridottissimi costi di gestione, potrebbero erogare consulenze e fornire servizi ad interlocutori esterni a prezzi competitivi. In questo modo si risolverebbero per i giovani i problemi legati alla casa e all’occupazione, e inoltre non solo si fermerebbe la “fuga di cervelli” ma addirittura si creerebbero le condizioni per attirare talenti creativi, che sono la vera risorsa per il rilancio dell’economia di un paese. Basta pensare agli USA: fino alla seconda guerra mondiale erano un paese di cow boy ai confini del mondo con un peso sullo scacchiere internazionale vicino allo zero, ma dopo che i regimi totalitari in Europa spinsero i cervelli più brillanti oltre oceano, in capo a pochi anni l’America divenne la prima potenza economica e tecnologica del pianeta.

4. Ogni imprenditore (o consiglio di amministrazione) analizzerà il funzionamento della propria azienda con l'obiettivo di individuare i ruoli per i quali non sia necessaria la presenza fisica, permettendo a quelle categorie di collaboratori di lavorare da casa. Di conseguenza questi lavoratori potranno trasferirsi in campagna (magari in quei stessi borghi citati al punto 3) riducendo enormemente il costo della vita. In questo modo il datore di lavoro potrà risparmiare riducendo gli spazi e gli stipendi dei lavoratori “remoti” i quali, pur guadagnando meno, vedranno la qualità della loro vita (e della vita dei loro familiari) migliorare straordinariamente: niente code in auto, niente fretta, niente stress, niente smog, cibo sano, ecc. Questa è una soluzione vantaggiosa per TUTTI (imprenditori, lavoratori e loro famiglie, ambiente, ecc.)!!!

5. Dotare ogni bambino di un computer low cost, con cui potrà scaricare gratuitamente dal sito del Ministero dell’Istruzione contenuti attraenti e sempre aggiornati. In questo modo si risolverebbe il problema del costo dei libri e quello del peso degli zaini, oltre ad avere una diffusione capillare delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Inoltre si potrebbe finalmente affermare una nuova modalità di apprendimento che, superando quella cattedratica ottocentesca, fornisca agli studenti gli strumenti per costruire la propria cultura e sviluppare il senso critico.

6. Promuovere un patto d’onore tra produttori e consumatori italiani, dove i consumatori si impegnano a privilegiare i prodotti italiani (dalle auto agli elettrodomestici, all’enogastronomia), e i produttori grazie al notevole incremento del volume di affari si impegnano ad abbassare i prezzi, incrementare la qualità, assumere di più ed aumentare gli stipendi.

7. Creare una Federazione Mediterranea e proporre ai paesi sahariani di ospitare impianti solari ed eolici per fornire energia pulita all’Europa che in cambio si impegnerà ad erogare aiuti per lo sviluppo e l’innovazione.


Linee guida

• Logica: analisi dello scenario politico, economico, sociale, culturale e indicazione degli obiettivi a breve, medio e lungo termine.
• Concretezza: strategie per il potenziamento delle risorse e lo sviluppo culturale, sociale ed economico.
• Razionalità: veicoli, percorsi e fasi per una diffusione ottimale del messaggio

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1 Commento

RedWarrior Commento da RedWarrior su 25 Aprile 2008 a 1:31
Oleg, sono il primo a commentare questo tuo post e a dire il vero un po' mi dispiace, visto che son passati svariati giorni da quando l'hai pubblicato... Parlando apertamente non so bene come si son messe le cose su questo portale perchè dalla assemblea a cui ho partecipato fino ad ora mi sono limitato a postare due testi di canzoni e non ero dell'umore giusto per commentare...
Fatto questo preambolo, passiamo al dunque... più che di due macro categoria parlerei di metodi (prima categoria) e scopi finali (seconda macro categoria). Che se analizzati in un'ottica di un'organizzazione forte e ben preparata possono essere ottimi ed è possibile pensare di parlare di questi. Ma, ahimè, purtroppo, questa grande organizzazione non c'è e quei sette punti possono essere discussi, modificati, plasmati e migliorati, ma non applicati. Quindi, a mio parere, va benissimo creare un movimento con degli obiettivi ben identificati, però si dovrebbe anche parlare di cose più "terra-terra", cose realizzabili in poco tempo, proprio per testare sul piano reale se ciò che aspiriamo a raggiungere è fattibile almeno in un campione che possono essere gli iscritti al sito (e anche per vedere quanti realmente intendono continuare ad essere attivi su di esso)...
Si era detto che sarebbe stato pubblicato un riassunto di quel che era stato detto all'assemblea, non lo vedo, avevamo detto che dovevamo cercare mezzi per "espanderci" (una nuova chat, la web-tv, un nuovo sito, ecc) due di queste io stesso vi ho dato i mezzi per inizializzarle e mi ero pure proposto per gestirle parzialmente, ma sono stato completamente ignorato...
La mia domanda a questo punto è:
mi sta bene analizzare e discutere della realtà e fare proposte più o meno utopistiche, ma ci dobbiamo fermare alle parole o si può stabilire anche quali sono questi obiettivi a breve termine, che secondo me sono più impellenti per evitare la sfaldatura totale del movimento?

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