Nonvoto.com

Italia

Credo che sia il momento giusto per fare il punto della situazione e guardare avanti per decidere insieme i prossimi passi. Infatti indipendentemente dai risultati che verranno dalle urne credo che dovremmo capitalizzare gli sforzi fatti finora e consolidare la community che si è creata intorno all’idea di delegittimare la classe politica che ha “guidato” il paese negli ultimi 15 anni. Sarebbe molto triste vedere lo splendido lavoro fatto dalla redazione, a cui vanno i miei complimenti di giornalista, sfaldarsi dopo le elezioni.
Infatti, superata l’euforia ebete e lo squallido teatrino delle promesse finte e dei falsi sorrisi, l’Italia si troverà di nuovo a fare i conti con i problemi quotidiani e con lo squasso causato da politici inetti, arroganti e disonesti. Che come al solito, una volta ottenuto quel che volevano cioè denaro e potere, torneranno a chiudersi nei loro palazzi e a farsi gli affari loro, mentre gli italiani proseguiranno a scendere la china verso la povertà, l’immondizia, la disoccupazione, ecc.
A questo punto l’ideale prosecuzione del cammino percorso fin qui insieme potrebbe consistere nel tracciare un quadro della situazione e rivolgersi all'esterno per spiegare perchè questa classe politica non è stata e non sarà mai in grado di risolvere i problemi dell’Italia, proponendo anche delle soluzioni concrete per invertire la tendenza. Perciò inizierei con qualche domanda al nostro Oleg capire come vede l’immediato futuro.

Oleg come vedi il futuro della community ora che le elezioni si sono concluse?

Oleg: "Credo che innanzitutto dovremmo dedicarci a produrre un modello di interazione e cooperazione, al nostro interno, che rappresenti un prototipo in scala del modello reale da proporre al paese. In fondo rappresentiamo un campione di popolazione sufficientemente variegato da rappresentare un buon test.
Quindi, se siamo tutti d’accordo, come primo passo potremmo adottare, e testare al nostro interno, uno dei sistemi di democrazia partecipativa. L’ideale che c’è dietro è quello di una “Italia amata dagli italiani”, in cui ognuno di noi si sente responsabile, attento ai problemi del paese, e soprattutto ascoltato. Dobbiamo innanzitutto abbattere il muro di indifferenza, di fatalismo e di rassegnazione causato da una classe politica lontana dalla gente e dai suoi problemi. Se siete d’accordo questo potrebbe essere il primo passo da compiere per iniziare a fare le nostre scelte in modo trasparente e assolutamente democratico.
Dopodichè ognuno di noi, utilizzando lo strumento scelto, sarà invitato sulla base delle proprie competenze, capacità ed esperienze a proporre delle soluzioni nel suo campo di riferimento (formazione, giurisprudenza, artigianato, trasporti, ecc.). Le soluzioni proposte saranno poi messe ai voti, e se approvate dalla community, inserite nel programma che, una volta pronto, presenteremo all’esterno. Questa tematica, definita e-Democracy, Democrazia Partecipata o Democrazia Diretta, è stata ampiamente trattata negli ultimi anni e ci sono alcuni interessanti esempi da considerare sia in Italia che all’estero."

Hai dei consigli o suggerimenti per la community per approfondire le tematiche in questione?

"A tutti suggerisco cmq di partire dalle interessanti voci di Wikipedia sull’e-democracy http://it.wikipedia.org/wiki/E-democracy e sulla Democrazia Diretta http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_diretta. In ogni caso i due esempi di Democrazia Diretta riportati sono l’Atene di Pericle e la Svizzera.. Non so se mi spiego!
Inoltre suggerisco di visitare gli amici di Webarchia che abbiamo già contattato e che sono disponibili a collaborare con noi http://www.webarchia.org/, poi ci sono http://www.listapartecipata.it/, http://www.decidiamo.it/, il CNIPA ha addirittura cofinanziato 57 progetti sull’e-democracy e prodotto delle interessanti linee guida http://www.cnipa.gov.it/site/_files/e-democracyLG.pdf, infine l’esperimento più antico attivo dal ‘94 in Minnesota (USA) http://www.e-democracy.org/

In teoria questo dovrebbe essere l’unico tema considerato da tutti, o “trasversale”: in seguito, una volta deciso il modello di governance, ci potremmo dividere in gruppi di lavoro “tematici” o “verticali” per proporre soluzioni nei vari settori. Questo potrebbe essere anche un modo per crescere in quanto i gruppi tematici potrebbero contattare community esterne operanti nelle varie aree di interesse per invitarle a partecipare alle nostre attività (ad es. per la formazione si potrebbe invitare la community di “studenti.it”). Però per aprirci all’esterno dobbiamo essere inattaccabili, dobbiamo cioè avere un’immagine affidabile: ben organizzati, trasparenti, propositivi, orientati al futuro, e soprattutto non-politicizzati."

Credi che dovremmo intervenire sul nostro blog e adeguarlo alle nuove esigenze e realtà che stiamo per affrontare?

Oleg: "Credo proprio di sì. Passate le elezioni, sempre se siamo tutti d’accordo, probabilmente dovremo affrontare una trasformazione in quanto la questione del non-voto, indipendentemente dall’esito delle consultazioni, sarà superata. Dunque, utilizzando già il sistema di governance da noi scelto, probabilmente dovremo darci un altro nome. Penso che sarà anche divertente proporre e mettere ai voti nomi tipo “L’Italia degli italiani”, “L’Italia agli italiani” o “La Nuova Italia”. Allo stesso modo sarà entusiasmante creare uno spazio neutrale e depoliticizzato dove tutti quelli che si avvicineranno potranno respirare un’aria pulita, di novità, che guarda al futuro, a un futuro dove la gente partecipa con entusiasmo alla gestione della “cosa pubblica” perchè si sente partecipe, responsabile e ascoltata. In questo senso affrontando temi di vario genere, potremo contattare, oltre alle community che si interessano alle varie tematiche, anche istituzioni come fondazioni, progetti, ong, invitandole ad unirsi per creare una massa critica: in una parola diffondere le idee e coinvolgere nuovi partecipanti”

Quali potrebbero essere le prime azioni da intraprendere per portare avanti il nostro programma?

Oleg: “Secondo me dobbiamo concentrarci su azioni di promozione della nostra iniziativa a tutti i livelli, sia online che off, ad esempio piazzando banchetti informativi in punti “nevralgici” come università e piazze, e poi organizzare degli incontri periodici disseminati sul territorio per conoscerci meglio e presentare il nostro progetto coinvolgendo sicuramente la stampa e le altre organizzazioni che condividono le nostre idee. Come ho già avuto modo di dire altre volte: l'unica speranza per l'Italia è che gli italiani si rimbocchino le maniche e inizino ad interessarsi del proprio paese”.

Condividi 

Aggiungi un commento

Devi essere membro di Nonvoto.com per aggiungere commenti!

Partecipa a questo social network

Gollum Commento da Gollum su 25 Aprile 2008 a 10:29
E' vero l'etica può essere oggetto solo di un processo culturale di cambiamento.
casetti Commento da casetti su 25 Aprile 2008 a 10:18
No no. Red Warrior ha ragione. Infatti anche di questo si è parlato. Biomasse, scarti e persino rifiuti. Ci sono rifiuti che spesso ignoriamo. Pensiamo alla torce che bruciano nelle raffinerie. Da una di queste ottengo CO2 per le bevande gassate e combustibile per produrre elettricità 4.000 famiglie! Solo che hio faticato non poco per le autorizzazioni! Pensate che il 5% dei pomodori sono scartati già in campo e che possono produrre biogas e compost (ma non solo!). Allora perchè non si fa. Se ve lo dico scoppiate a ridere! Se io vedo che buttano via qualcosa, tipo i pomodori, allora chiedo di darli a me. Bene, vogliono essere pagati a caro prezzo. Piuttosto continuano a buttare via, ma non nella discarica (perchè costa troppo!). Oppure me li danno per qualche mese e poi, quando sono con l'acqua alla gola, avendo investito nell'impianto, mi chiedono prezzi salatissimi. Basterebbe che le autorità smettessero di chiudere uno o due occhi e multassero chi butta i rifiuti fuori dalle discariche, che allora maturerebbe la convinzione di utilizzare meglio i rifiuti. Purtroppo l'etica non può essere oggetto di un decreto.
RedWarrior Commento da RedWarrior su 25 Aprile 2008 a 1:45
Ho letto a tratti i vari commenti sul tema di energia e fonti rinnovabili e ho visto solo parole come fotovoltaico ed eolico, ma tenete presente che per produrre energia ci sono materie che ne forniscono a quantità ben più elevate e consentono alle aziende che ne fanno uso di entrare in un regime quasi autarchico(non lo dico per sentito dire ma ne ho vista una e mi ha letteralmente sbigottito)... non so se la fantomatica wikipedia parla delle BIOMASSE umide & secche...di certo so che nessuno ne parla e non me ne spiego il motivo (abbiamo la puzza sotto il naso? XD XD XD)

...dai diamanti non nasce niente,
dal letame nascon i fior...
casetti Commento da casetti su 24 Aprile 2008 a 22:14
Sobh. Il rischio è di monopolizzare la discussione. Qui parliamo di un tema che è molto attuale. Molte guerre attuali sono proprio per accaparrarsi l'energia. Se ci fosse una soluzione non staremmo certo a discuterne. Ogni alternativa rappresenta un punto "sub ottimale". Allora sgombriamo subito il campo dicendo che non ci sono - allo stato attuale - soluzioni convincenti, nè temporalmente, nè qualitativamente. Ricordiamoci che su questo tema - alivello di politiche - non vi sono soluzioni. Possiamo solo parlare di errori o di occasioni mancate. Se guardiamo i Paesi più avanzati, l'unico nostro primato è il basso consumo pro-capite, rispetto a USA, Germania, Francia. La situazione è ancor più intricata per l'influenza di grandi gruppi di potere o di opinione. La conclusione sommaria è che occorre probabilmente investire in ricerca ed in risparmio. Qualcuno dice anche che bisogna cambiare ragionamenti. Abbandonare il concetto di PIL e parlare anche di bilanci ambientali. Insomma siamo vittime della necessità di consumare sempre di più, ma dovremo forse inventare altri bilanci, più rappresentativi del concetto di "soddisfazione". Se vogliamo saltare a piè pari i ragionamenti intermedi, potremo osservare che molti Paesi avanzati puntano su: energia distribuita (concetto della rete); assortimento di fonti (fotovoltaico, biomassa, vento, idro, idrocarburi, rifiuti). Si punta poco sul nucleare ma non si abbandona a priori il concetto (=ricerca). Si punta molto all'uso razionale e al risparmio (mezzi pubblici efficienti, miglioramento delle case e dei sistemi produttivi). Se vogliamo mettere in luce i difetti del sistema Italia, io direi che sono quelli comuni. E cioè:
- i media riferiscono in modo approssimato, creando l'illusione che sia possibile avere energia a buon mercato ed in grande quantità. Ora col fotovoltaico, prima con l'idrogeno, e prima ancora col gas e col petrolio.
- la politica istiga i media, ma nello stesso tempo si lascia influenzare. I provvedimenti legislativi sono disordinati e improntati all'improvvisazione. I consulenti governativi sono impreparati, vivendo di rendita. Non esaminano quello che fanno gli altri Paesi. Si fanno influenzare, per il proprio profitto, da gruppi di interesse. Buttiamo quindi soldi in progetti di cui non si è esaminata la convenienza e l'utilità e di cui manca l'approccio sistemico (per esempio, opportunità per l'industria e l'occupazione; ripetibilità; esportabilità; coinvolgimento del sistema finanziario);
- la gente è ingannata, perchè non si dice chiaramente cosa costa. Col fotovoltaico, per esempio, dando gli incentivi, si è trascurato di dire che essi venivano a costituirsi attraverso l'appesantimento delle bollette. Si è detto che avremo ridotto le importazioni, invece di dire che sarebbero aumentate, ma che avremo ridotto la dipendenza dai Paesi del petrolio. Si è detto anche che col sole avremo avuto energia gratis, invece di dire non è proprio così.
- La burocrazia e l'eccessivo peso di gruppi di militanza, anche di poco conto, fanno aumentare i costi e impediscono la realizzazione di impianti di energia rinnovabile. Si vuole un Paese con centrali nucleari, ma nessuno le vuole a casa propria. idem per le centrali eoliche e per quelle fotovoltaiche.
Come uscirne. Non si può fintanto che non si smette di seguire la pancia del Paese. Fintanto che i media sono megafoni di questa pancia e fintanto che nei talk show i conduttori trascurano di chiedere dati precisi (costi, dove, quando, che risultati si sono avuti negli altri Paesi, ecc.).
Gollum Commento da Gollum su 24 Aprile 2008 a 20:54
Grazie, solo ora mi accorgo che avevi già risposto. Annulla quello che ti avevo detto e tieniti solo il ringraziamento
Gollum Commento da Gollum su 24 Aprile 2008 a 20:52
Grazie Casetti, mi hai letto nel pensiero perkè volevo chiederti delle letture di approfondimento. Però sono riuscitoa trovare solo il primo e l'ultimo riferimento attraverso google perkè i link non funzionano. Ti elenco tutti quelli ke non sono riuscito ad aprire e ti ringrazio anticipatamente se vorrai inserire direttamente l'indirizzo di questi:
Il parere di uno scienziato
Bufala dell’idrogeno a nozze con quella del nucleare
Ma l’idrogeno non è una bufala… (controcanto!)
Il fotovoltaico non è proprio una bufala
Chi è contro il fotovoltaico
oleg missikoff Commento da oleg missikoff su 24 Aprile 2008 a 20:37
Quindi? Mi lasci sempre a metà... ;-)
Se tu dovessi dare dei suggerimenti su come produrre energia in modo sostenibile (cioè inquinando il meno possibile e a costi sopportabili), quale sistema/fonte/tecnologia indicheresti?
Non dimentichiamo che appena abbiamo fatto un'analisi dello scenario e delle opzioni più popolari il nostro obiettivo sarà di rivolgerci alle community di riferimento su questo tema approfittandone per proporgli di collaborare con noi in modo più "strutturato"
casetti Commento da casetti su 24 Aprile 2008 a 20:35
opps...link non riusciti... (non fatemi fuori!)
La bufala dell’idrogeno
http://www.martines.org/idrogeno.html
http://attivissimo.blogspot.com/2007/03/petizione-grillo-per-auto-idrogeno.html
http://blogeko.libero.it/index.php/2007/03/15/economia_idrogeno_rifkin_auto_mito

Il parere di uno scienziato
http://www.caffescienza.it/index.php?option=com_content&task=view&id=116&Itemid=69


Bufala dell’idrogeno a nozze con quella del nucleare
http://www.peacelink.it/ecologia/a/5828.html
http://fantactf.myblog.it/archive/2007/07/31/l-idrogeno-una-bufala.html

Ma l’idrogeno non è una bufala… (controcanto!)
http://energierinnovabili.forumcommunity.net/?act=Print&f=195209&t=12114300

Il fotovoltaico non è proprio una bufala
http://www.aspoitalia.net/documenti/bardi/eroei/eroeipv.html
http://www.nntp.it/newsgroups-politica/24004-re-chi-rema-contro-il-fotovoltaico.html

Chi è contro il fotovoltaico
http://blogeko.libero.it/index.php/2007/04/02/referendum_fotovoltaico_sticciano
http://www.intoscana.it/intoscana/vivere_in_toscana.jsp?id_categoria=5&id=162943&id_sottocategoria=1228&language=it
http://www.pianetablog.com/entry.php?w=TROMBETTAANTONIO&e_id=5363

Fotovoltaico meglio della biomassa (?)
http://aspoitalia.blogspot.com/2007/02/fotovoltaico-contro-biomassa-chi-vince.html
Gollum Commento da Gollum su 24 Aprile 2008 a 20:34
Allora, ricapitolando, il nucleare non va bene perkè inquina in tutte le fasi del processo (dall'estrazione dell'uranio allo stoccaggio delle scorie). Il fotovoltaico inquina solo in due fasi (costruzione e smaltimento) inoltre ha un problema di scarsa resa sia nell'unità di tempo che nell'arco di vita di un pannello. Le biomasse non ho capito bene se e come convengono, così come non ho capito cosa volevi dire con il discorso della macchina a idrogeno. Recentemente ho visto un documentario di Grillo fatto in Germania dove un esperto parlava di utilizzare l'energia come la rete di internet: cioè ogni produttore la mette a disposizione di chi ne ha bisogno.
Casetti, le tue riflessioni sono molto interessanti, ma mi fanno sorgere molte domande. Ora rifletterò su quello che hai scritto, ma una cosa te la chiedo subito: Quale sarebbe, secondo te, la soluzione migliore per affrontare il problema nazionale dell'energia? Per migliore intendo quella che abbia il minor impatto ambientale a fronte del miglior risultato produttivo e la terza variabile che aggiungo è la dimensione temporale: cioè che porti al soddisfacimento del bisogno nazionale di energia nel minor tempo.
Troppo difficile? Io penso che attraverso le nostre riflessioni possa nascere qualche cosa di buono per tutti, ma qui l'esperto sei tu e perdona le mie richieste, ma ritengo che sia importante divulgare e rendere fruibili queste informazioni affinkè le persone possano saper scegliere.
casetti Commento da casetti su 24 Aprile 2008 a 20:34
<<u>b>Letture utili sulle bufale energetiche.
Forse è utile dare qualche link. Devo forse precisare che sul fotovoltaico sono stato più sfumato perchè è solo parzialmente una bufala. L'energia necessaria richiesta per fare una cella è pari alla metà - forse anche meno - di quella che restituisce. Quì sta la parzialità della bufala. In definitiva, se produce 100, non tutti i 100 sono puliti. In realtà ne aveva assorbiti 50 o 40, sulla cui origine nulla sappiamo. Come si vede in uno dei link che seguono. Aggiungiamo che quei calcoli non tengono però conto di altri consumi, oltre a quelli per fare la cella vera e propria: l'energia per realizzare il pannello (insieme di celle con sopra vplastica e vetro, sotto l'alluminio). L'energia per trasportarlo (Cina o Germania). L'energia per realizzare i telai di supporto (però se sostituisce la struttura di un tetto dovremo considerare anche questo).

La bufala dell’idrogeno





Il parere di uno scienziato




Bufala dell’idrogeno a nozze con quella del nucleare




Ma l’idrogeno non è una bufala… (controcanto!)



Il fotovoltaico non è proprio una bufala



Chi è contro il fotovoltaico





Fotovoltaico meglio della biomassa (?)

http://aspoitalia.blogspot.com/2007/02/fotovoltaico-contro-biomassa-chi-vince.html">

Info su

La Redazione di NonVoto.com La Redazione di NonVoto.com ha creato questo social network su Ning.

Badge

Caricamento in corso...

Attività Recenti

Settembre 7
esserelibera ha aggiornato il proprio profilo
Giugno 11
esserelibera è ora membro di Nonvoto.com
Giugno 11
mery ha aggiornato il proprio profilo
Maggio 25
mery e marco eolio si sono uniti a Nonvoto.com
Maggio 25
gmg è ora membro di Nonvoto.com
Maggio 16
SIMONE CHILIN è ora membro di Nonvoto.com
Aprile 7

Sostieni NONVOTO.COM

SOSTIENICI

Oltre che sui nostri risparmi possiamo contare solo sui contributi volontari : aiutaci, come puoi, attraverso una donazione, anche simbolica, sul nostro conto online che è gestito in modo onesto e assolutamente trasparente. Utilizzeremo questi soldi raccolti per fare campagne online sui motori di ricerca per diffondere Nonvoto.com. Dai il tuo contributo ed aiutaci.

Cosa sono i Flash Riot ?

I Flash Riot sono delle forme di proteste istantanee ed estremamente efficaci organizzate da Nonvoto.com.

Come funzionano?

Nonvoto.com pubblicherà periodicamente delle azioni, fisiche od online da effettuarsi tutti assieme in un determinato giorno od ora.

Sono quindi proteste istantanee in cui si fa tutti assieme la stessa cosa.

Immaginate cosa possono fare 100, 1000, 10.000 persone tutte assieme.

Se volete partecipare basta che leggete quotidianamente il nostro sito e rispondete ai nostri appelli.

Uniti possiamo fare molto per cambiare il sistema.

Divisi siamo il niente.

Un nuovo FlashRiot è programmato

Fotografie

Caricamento in corso...

© 2009   Creato da La Redazione di NonVoto.com su Ning.   Crea il tuo social network personale

Badge  |  Segnala un problema  |  Privacy  |  Termini del servizio